domenica 8 dicembre 2013

COMPITI SI

Compiti a casa!

Il tema dei compiti a casa è sempre stato oggetto di discussione fra i genitori e gli insegnanti. Spesso i genitori sottolineano l’eccessivo carico di lavoro dei figli al rientro da scuola o durante il fine settimana, d’altra parte non mancano genitori che sollecitano i docenti ad assegnare ulteriori compiti per consolidare apprendimenti, per abituarli ad un impegno che si farà più pesante negli ordini scolastici successivi, per sviluppare nei bambini ulteriori competenze.
 

L’IMPORTANZA DEI COMPITI A CASA: il metodo

Sono un peso, eppure rappresentano un sistema insostituibile per esercitare il metodo di studio acquisito a scuola.
I compiti a casa divengono, giorno dopo giorno, una regola quotidiana e ben presto i genitori si sentono rivolgere la fatidica domanda: “Mi aiuti a fare i compiti?”.
La tentazione di sedersi accanto al bambino e dargli una mano nello svolgimento è forte: per rassicurarlo, per fargli fare bella figura in classe, magari anche per finire più in fretta e lasciargli quindi un po’ di tempo per giocare.
 
I compiti, invece, hanno un ruolo importante: abituare, poco per volta, il bambino a cavarsela da solo. Se un bimbo non impara da subito a occuparsi di mansioni semplici, alla sua portata, difficilmente sarà capace di destreggiarsi in una prova in classe, quando i genitori non ci sono e lui si trova da solo con le sue uniche risorse.
 
A partire dal primo disegno da completare, dalla prima coloritura da terminare a casa, per arrivare alle mansioni più complesse, ci si deve sforzare di permettere al bambino di cavarsela da solo. Molti genitori – soprattutto le mamme – si sentono in colpa se non aiutano il loro cucciolo. Tuttavia, lasciarlo un po’ solo con se stesso lo renderà più autonomo e indipendente. Sedersi accanto a lui, dettargli le parole, aiutarlo nei calcoli significa infatti esporlo al rischio di delusioni a scuola. Il piccolo troppo seguito non sarà in grado di svolgere un compito in classe e questo lo esporrà al richiamo della maestra.
 
Questo non significa che il bimbo deve essere abbandonato a se stesso. I genitori hanno soprattutto il ruolo di motivarlo e di fargli capire che ormai è cresciuto e che ha le sue responsabilità.
Il bambino si deve assumere la responsabilità di non avere svolto un lavoro e quindi di essere rimproverato. È bene, piuttosto, coinvolgerlo, proponendogli un libretto da leggere su un argomento di cui si sta occupando a scuola, visitando un museo, affittando un Dvd di storia, natura, tecnologia. Servirà a interessarlo maggiormente alle tematiche trattate in classe.
 
La scuola  è un impegno anche della famiglia....
Nel caso in cui un alunno non completi il lavoro assegnato durante le lezioni, occorre verificare se ciò avviene occasionalmente o con una certa frequenza, indagare sulle probabili cause e valutare con i colleghi e con la famiglia una strategia idonea.
 
La maggior parte degli apprendimenti devono essere consolidati attraverso l’esercizio, sono pochi gli apprendimenti che si verificano e si fissano nella mente all’istante: in classe si affronta un argomento, poi, a distanza di qualche ora o di qualche giorno, a casa propria, è necessario tornare sulla nuova acquisizione approfondendola, rafforzandola e stabilizzandola.
I compiti a casa sono un’occasione per accrescere l’autodisciplina, imparare a darsi dei tempi e a seguire delle regole.
In altre parole il bambinino, attraverso l'esercizio a casa, impara a responsabilizzarsi.
I compiti devono servire per rafforzare le conoscenze, la coordinazione, la concentrazione, l'autonomia e anche il senso del dovere!




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